La sicurezza dei ciclisti continua a rappresentare una delle principali sfide per la mobilità europea. È quanto emerge dal rapporto “Improving the Safety of Cycling in Europe”, pubblicato dall’European Transport Safety Council (ETSC), che analizza l’andamento dell’incidentalità nei Paesi partecipanti al programma PIN. Nel 2024 sulle strade dell’Unione europea hanno perso la vita 1.926 ciclisti, pari al 10% di tutte le vittime della strada. Sebbene il numero dei decessi sia diminuito rispetto a dieci anni fa, il miglioramento risulta molto più contenuto rispetto a quello registrato per altre categorie di utenti della strada.
Secondo il rapporto, tra il 2014 e il 2024 il numero di ciclisti deceduti è diminuito dell’8%, mentre nello stesso periodo le vittime tra gli occupanti di autovetture sono diminuite del 24%. Il dato evidenzia come i progressi nella sicurezza dei ciclisti procedano a un ritmo insufficiente rispetto agli obiettivi europei di riduzione della mortalità stradale. Particolarmente preoccupante è il quadro relativo ai feriti gravi. Nei Paesi per i quali sono disponibili dati comparabili, il numero dei ciclisti gravemente feriti è aumentato del 12% nell’ultimo decennio. L’ETSC sottolinea inoltre che molti incidenti che coinvolgono biciclette non vengono registrati dalle statistiche ufficiali, con conseguente sottostima del fenomeno.
Le collisioni con veicoli a motore continuano a rappresentare la principale causa di morte per i ciclisti. Circa due terzi dei decessi sono infatti associati a scontri con automobili, veicoli commerciali o mezzi pesanti. Le autovetture da sole risultano coinvolte nel 44% dei casi mortali. Per migliorare la sicurezza, il rapporto individua una serie di misure prioritarie: la realizzazione di infrastrutture ciclabili protette, la progettazione di intersezioni più sicure, l’introduzione di limiti di velocità pari a 30 km/h nelle aree urbane dove il traffico motorizzato condivide lo spazio con ciclisti e pedoni e una più ampia diffusione delle tecnologie di assistenza alla guida in grado di rilevare la presenza dei ciclisti.
Secondo l’ETSC, senza un’accelerazione degli interventi sarà difficile raggiungere gli obiettivi europei di riduzione delle vittime della strada entro il 2030. Il rapporto evidenzia quindi la necessità di rafforzare le politiche di sicurezza dedicate ai ciclisti, affinché la crescita della mobilità in bicicletta sia accompagnata da adeguate condizioni di protezione.